{"id":11005,"date":"2026-10-14T15:33:12","date_gmt":"2026-10-14T13:33:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/?p=11005"},"modified":"2026-10-15T15:41:15","modified_gmt":"2026-10-15T13:41:15","slug":"siponto-merinum-uria-le-citta-antiche-sepolte-sotto-il-gargano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/siponto-merinum-uria-le-citta-antiche-sepolte-sotto-il-gargano\/","title":{"rendered":"Siponto, Merinum, Uria: le citt\u00e0 antiche sepolte sotto il Gargano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Citt\u00e0 che gli antichi Romani conoscevano bene, che battevano moneta, che avevano porti e vescovi, e che oggi non trovi da nessuna parte. Scomparse. Inghiottite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto le spiagge, i laghi e le campagne di questo promontorio ci sono <strong>citt\u00e0 sepolte<\/strong>: tre, soprattutto, che raccontano tre destini diversi. Una la puoi visitare. Una \u00e8 quasi un fantasma. E una \u00e8 un mistero che nessuno, dopo un secolo di scavi, \u00e8 ancora riuscito a risolvere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si chiamano <strong>Siponto, Merinum e Uria<\/strong>. Ed \u00e8 una storia che vale la pena conoscere prima di stendersi al sole su quello che, un tempo, era il cuore di un mondo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Siponto: il porto che il mare si riprese<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciamo da quella che puoi ancora toccare con mano. <strong>Siponto<\/strong> \u2014 <strong>Sipontum<\/strong> per i Romani \u2014 sorgeva ai piedi del Gargano, dove oggi c&#8217;\u00e8 Manfredonia, affacciata sul suo golfo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La leggenda ne attribuisce la fondazione a <strong>Diomede<\/strong>, l&#8217;eroe greco reduce da Troia che secondo il mito approd\u00f2 su queste coste. La storia, pi\u00f9 sobria, racconta di un&#8217;antica citt\u00e0 <strong>daunia<\/strong> poi diventata fiorente <strong>colonia romana<\/strong>, con un porto che era il suo cuore pulsante: da qui partiva e arrivava il <strong>grano<\/strong>, commerciato con la Grecia e con l&#8217;Oriente. Per secoli Siponto fu uno dei grandi scali dell&#8217;Adriatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi cominci\u00f2 la fine, e fu una fine lenta e crudele. Il terreno, in questa zona, si muove: un fenomeno chiamato <strong>bradisismo<\/strong> fece lentamente <strong>insabbiare il porto<\/strong>, togliendo alla citt\u00e0 la sua unica ragione di esistere. Ci si misero anche i <strong>terremoti<\/strong> e la <strong>malaria<\/strong> delle paludi circostanti. Nel 1256, il re <strong>Manfredi<\/strong> di Svevia decise di abbandonare la citt\u00e0 malata e di fondarne una nuova, poco distante, che da lui prese il nome: <strong>Manfredonia<\/strong>. Gli abitanti traslocarono. Siponto fu lasciata morire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non del tutto. Oggi, nel <strong>Parco Archeologico di Siponto<\/strong>, puoi camminare tra i resti dell&#8217;antica citt\u00e0 e visitare due gioielli. La <strong>Basilica di Santa Maria Maggiore<\/strong>, romanica, costruita riutilizzando le colonne di un&#8217;antica basilica paleocristiana. E, accanto, l&#8217;opera che ha reso Siponto famosa nel mondo: la <strong>ricostruzione in rete metallica<\/strong> dell&#8217;antica basilica paleocristiana, realizzata dall&#8217;artista <strong>Edoardo Tresoldi<\/strong>. Un disegno tridimensionale fatto di filo trasparente, che rid\u00e0 forma alla chiesa scomparsa facendola galleggiare nell&#8217;aria come un fantasma di metallo. Da sola, vale il viaggio.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uria: la citt\u00e0 che nessuno riesce a trovare<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E arriviamo al mistero vero. <strong>Uria<\/strong> \u2014 gli antichi la chiamavano anche <strong>Uria Garganica<\/strong> \u2014 \u00e8 la pi\u00f9 sfuggente delle citt\u00e0 perdute del promontorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che sia esistita, non c&#8217;\u00e8 dubbio. La citano i pi\u00f9 grandi geografi dell&#8217;antichit\u00e0: <strong>Strabone, Plinio il Vecchio, Tolomeo, Pomponio Mela<\/strong>. Era una citt\u00e0 <strong>daunia<\/strong>, poi grecizzata, e in epoca pre-romana fu tanto potente da <strong>battere moneta propria<\/strong>, con tanto di iscrizione in greco. Quelle monete, trovate nel tempo, sono quasi l&#8217;unica prova materiale della sua esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che <strong>nessuno sa pi\u00f9 dove fosse<\/strong>. Un secolo di scavi e di ipotesi non \u00e8 bastato. La teoria oggi pi\u00f9 accreditata la colloca nei pressi del <strong>lago di Varano<\/strong>, nel Gargano settentrionale. E qui la storia si fa inquietante: si pensa che Uria possa essere stata inghiottita da una <strong>dolina<\/strong>, un improvviso collasso del terreno carsico, con l&#8217;acqua che si rivers\u00f2 nel vuoto e i sedimenti che cancellarono ogni traccia. Una leggenda locale parla addirittura di una popolazione violenta e peccatrice <strong>punita da un&#8217;inondazione<\/strong>: forse il ricordo lontano di un vero disastro, un crollo, un&#8217;onda, qualcosa che fece sparire la citt\u00e0 in una notte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi del lago di Varano resta lo specchio d&#8217;acqua silenzioso, gli aironi, le reti dei pescatori di anguille. E sotto, forse, una citt\u00e0 che dorme. C&#8217;\u00e8 chi dice che nemmeno scavando il fondale si riuscirebbe a ritrovarla. Uria resta l\u00ec, tra storia e leggenda, la <strong>Atlantide del Gargano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Merinum: il fantasma accanto a Vieste<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza storia \u00e8 la pi\u00f9 ambigua, e proprio per questo affascinante. <strong>Merinum<\/strong> sorgeva \u2014 se sorgeva \u2014 nei pressi di <strong>Vieste<\/strong>, dove oggi si trova il <strong>Santuario di Santa Maria di Merino<\/strong>, vicino alla spiaggia di Scialmarino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fonti medievali parlano addirittura di un <strong>vescovado di Merinum<\/strong>, attestato fino al 1099, poi unito a quello di Vieste per volont\u00e0 di papa Pasquale II. Sembrerebbe quindi una citt\u00e0 vera e importante. Ma quando gli archeologi andarono a cercarla, dopo che un <strong>terremoto del 1954<\/strong> aveva riportato alla luce dei resti, non trovarono una grande citt\u00e0 romana: trovarono una <strong>villa rustica<\/strong>, una fattoria agricola con mosaici, cisterne e contenitori per l&#8217;olio e il vino, attiva per secoli, dal I secolo avanti Cristo fino al VI dopo Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui il dubbio che aleggia su Merinum. C&#8217;\u00e8 chi pensa fosse un insediamento agricolo e non la grande citt\u00e0 della tradizione. C&#8217;\u00e8 chi ipotizza che il nome stesso, &#8220;Merinum&#8221;, derivi semplicemente da <strong>Marina<\/strong>, cio\u00e8 il porto dell&#8217;antica Vieste. E c&#8217;\u00e8 persino chi sospetta che, come citt\u00e0 vera e propria, <strong>non sia mai esistita<\/strong>, nata pi\u00f9 dalla leggenda che dalle pietre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel che resta, di sicuro, \u00e8 il santuario, legato al ritrovamento sulla spiaggia di una statua lignea della Madonna da parte di due pescatori. Ogni 9 maggio, a Vieste, la statua torna in processione dalla cattedrale al santuario: un rito che, senza saperlo, tiene in vita il ricordo di una citt\u00e0 fantasma.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 il Gargano si ingoia le citt\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un filo che lega questi tre destini, ed \u00e8 la natura stessa del promontorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Gargano \u00e8 una terra <strong>viva, che si muove<\/strong>. \u00c8 fatto di roccia calcarea scavata dall&#8217;acqua, piena di grotte, inghiottitoi e <strong>fenomeni carsici<\/strong> che possono far collassare il terreno. \u00c8 soggetto a <strong>terremoti<\/strong>, alcuni storicamente devastanti. Ha coste dove il suolo <strong>sale e scende<\/strong> lentamente nei secoli, insabbiando i porti. E un tempo aveva <strong>paludi malariche<\/strong> che rendevano invivibili intere zone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Metti insieme tutto questo e capisci perch\u00e9, qui, le citt\u00e0 a volte semplicemente <strong>spariscono<\/strong>: il mare che si ritira o avanza, la terra che sprofonda, la febbre che svuota le case. Non \u00e8 un caso isolato: \u00e8 il carattere di un territorio che, nel giro di secoli, cancella e riscrive la propria mappa.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come andare a cercarle, oggi<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Delle tre, <strong>Siponto \u00e8 l&#8217;unica davvero visitabile<\/strong>, e merita senza riserve. Il parco archeologico e la basilica di Tresoldi si trovano appena fuori Manfredonia, facili da raggiungere, perfetti anche per un pomeriggio con i bambini: la chiesa di filo metallico li lascia a bocca aperta. Verifica orari e giorni di apertura prima di andare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per <strong>Uria<\/strong> non c&#8217;\u00e8 un sito da visitare, ma c&#8217;\u00e8 l&#8217;atmosfera: una gita al <strong>lago di Varano<\/strong>, tra i casoni dei pescatori e il silenzio della laguna, con in testa l&#8217;idea che da qualche parte, l\u00ec sotto, dorma una citt\u00e0 scomparsa. Un modo diverso, quasi romanzesco, di guardare un paesaggio che sembra solo natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per <strong>Merinum<\/strong>, la meta \u00e8 il <strong>Santuario di Santa Maria di Merino<\/strong>, vicino a Vieste: un luogo di culto immerso nella campagna, dove la storia e la leggenda si confondono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due raccomandazioni, come sempre quando si parla di archeologia. I resti vanno <strong>rispettati<\/strong>: non si cammina sui muri antichi, non si raccolgono reperti. E se vuoi capire davvero quello che vedi, una <strong>guida locale<\/strong> o una visita guidata trasformano quattro pietre in una storia che non dimentichi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il promontorio che custodisce i suoi segreti<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 strano, e bellissimo, pensare che un posto famoso per il mare limpido e le spiagge nasconda sotto la sabbia e sotto l&#8217;acqua le rovine di un mondo antico. Che il tuo ombrellone possa essere piantato dove un tempo passava una strada romana, o che un lago silenzioso custodisca una citt\u00e0 intera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A pochi minuti dal nostro resort<\/strong>, oltre le calette e i pini, c&#8217;\u00e8 un Gargano che non si vede ma si racconta: quello di Siponto che il mare si riprese, di Uria che la terra inghiott\u00ec, di Merinum che forse fu solo un sogno. Basta una gita, e gli occhi giusti, per aggiungere alla vacanza un piano in pi\u00f9: il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi torni in spiaggia. Ma quando guardi il <strong>Gargano<\/strong>, ora, sai che stai guardando solo l&#8217;ultimo strato. Sotto, c&#8217;\u00e8 tutto il resto. E continua a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendi una carta geografica di duemila anni fa e appoggiala sul Gargano di oggi. Alcuni nomi coincidono: Vieste c&#8217;\u00e8 ancora, Monte Sant&#8217;Angelo pure. Ma altri sono spariti.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":11006,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-11005","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11005"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11005\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11009,"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11005\/revisions\/11009"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11006"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pugnochiuso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}