Nel Gargano, tra il profumo di legna che arde nei camini e il suono del mare che si infrange sulle scogliere, ci sono mani che continuano a tramandare saperi antichi. Mani che intrecciano, plasmano, impastano.
Mani che raccontano una Puglia autentica, dove il tempo sembra scorrere più lento e ogni gesto conserva la memoria di chi lo ha imparato generazione dopo generazione.
Camminando nei vicoli di Monte Sant’Angelo o tra le stradine bianche di Vico del Gargano, capita di intravedere porte socchiuse dietro cui il passato lavora ancora: un artigiano che intaglia il legno, una donna che intreccia rami di ulivo per farne cesti, un anziano che ripara reti da pesca seduto davanti a casa.
L’arte di chi lavora la materia
Il Gargano ha sempre vissuto in equilibrio tra mare e terra, e i suoi mestieri ne portano i segni. Nelle botteghe di San Marco in Lamis sopravvivono i maestri della lavorazione del ferro battuto: piegano le sbarre incandescenti come fossero nastri, creando balconi, lanterne e cancelli decorati con volute che richiamano le onde del mare.
A Rignano Garganico, invece, piccoli laboratori custodiscono l’arte della terracotta. Ogni vaso, ogni brocca nasce dal ritmo lento del tornio e dall’odore umido dell’argilla che si asciuga al sole, colorandosi di sfumature calde, rosate, terrose.
Sulla costa, la tradizione si lega all’acqua. Nei porti di Peschici e Vieste, i vecchi pescatori continuano a intrecciare le reti con ago e filo di cotone, raccontando ai più giovani le notti passate sui trabucchi, quelle antiche macchine di legno sospese tra cielo e mare.
Mestieri che profumano di terra
C’è un suono lieve che accompagna chi percorre i borghi del Gargano: è il tintinnio dei telai. A San Giovanni Rotondo, alcune donne anziane custodiscono l’arte della tessitura tradizionale, fatta di fili di lana e di lino colorati con pigmenti naturali. I loro tappeti raccontano scene di vita rurale, simboli antichi, geometrie che nascono da occhi esperti e dita pazienti.
E poi c’è chi lavora la terra. I frantoiani che ancora usano le macine in pietra per estrarre l’olio extravergine d’oliva più profumato, o i pastori che trasformano il latte in caciocavallo podolico, appendendo le forme nelle cantine di pietra dove il tempo fa il suo lavoro in silenzio.
Esperienze che uniscono memoria e viaggio
Chi visita il Gargano può scoprire questi mestieri non solo osservandoli, ma vivendoli. Alcuni artigiani aprono le loro botteghe ai visitatori, permettendo di toccare l’argilla, annusare il legno appena levigato, provare la pazienza del ricamo o la forza del ferro battuto. A Monte Sant’Angelo si possono seguire piccoli percorsi tra botteghe e laboratori, mentre nei paesi più interni si organizzano giornate dedicate ai mestieri antichi, tra degustazioni e racconti popolari.
Camminare tra queste realtà significa entrare in contatto con una cultura viva, fatta di gesti semplici e autentici. Il Gargano, in fondo, è anche questo: un intreccio di mani e di memorie che continua a creare bellezza ogni giorno.
A pochi minuti dal nostro resort, puoi ancora incontrare questi custodi del tempo, ascoltare le loro storie e portare con te un frammento di autenticità garganica, scolpito nella pietra, nell’olio o nel legno.



