C’è un momento, tra ottobre e dicembre, in cui il Gargano si ferma. L’aria si riempie di un profumo verde e pungente, le strade di campagna si popolano di trattori e cassette, e il rumore sordo delle macine scandisce il ritmo delle giornate.

È il tempo della molitura, quello in cui le olive diventano olio extravergine, e ogni goccia racchiude un pezzo di questa terra.

Entrare in un frantoio storico è come varcare una soglia nel tempo: i muri spessi conservano ancora l’odore dell’olio nuovo, le vecchie presse dormono accanto ai macchinari moderni, e sulle pietre si leggono i segni di generazioni di frantoiani.

Il viaggio sensoriale della degustazione

Assaggiare l’olio qui non è un gesto banale: è un rito. Si osserva il colore, si annusa, si lascia scivolare una goccia sulla lingua. L’amaro e il piccante non sono difetti, ma indizi di qualità e freschezza. L’olio garganico racconta il territorio: colline assolate, ulivi secolari e un mare che soffia sale sulle foglie.

Durante le degustazioni guidate, si impara a riconoscere le differenze tra una cultivar e l’altra. Il Peranzana, dal gusto fruttato e delicato, accarezza il palato; l’Ogliarola regala note più intense, con sfumature di mandorla e carciofo. Alcuni frantoi propongono percorsi olfattivi, piccoli laboratori del gusto dove l’olio si abbina a pane caldo, verdure grigliate, formaggi o miele locale.

I frantoi storici del Gargano

Molti frantoi di questa zona hanno più di un secolo di vita. Alcuni si trovano in edifici ipogei, scavati nella pietra, dove la temperatura resta costante tutto l’anno. Lì, l’olio si conserva in grandi orci di terracotta, e l’aria profuma di erba tagliata e mandorle amare.

Ci sono frantoi che aprono le loro porte ai visitatori, offrendo esperienze autentiche: passeggiate tra gli ulivi, incontri con i produttori, racconti di famiglia e assaggi appena fatti. In queste realtà, ogni bottiglia diventa una storia liquida, fatta di gesti antichi e pazienza.

Un patrimonio che si rinnova

Nel Gargano, l’olio non è solo un alimento, ma un linguaggio comune. Ogni raccolta è una festa: si lavora insieme, si prepara il fuoco, si condivide il primo pane intinto nell’olio nuovo. È un rito che unisce, che profuma di comunità e orgoglio.

Negli ultimi anni, molte aziende hanno saputo unire la tradizione all’innovazione, investendo nella qualità e nella sostenibilità. Degustare un olio locale oggi significa conoscere una cultura che vive ancora nelle mani di chi raccoglie, pota e attende, guardando il colore del cielo per capire se è tempo di cominciare.

A pochi minuti dal nostro resort, puoi vivere questa esperienza autentica: entrare in un frantoio, respirare il profumo dell’olio appena molito e scoprire perché, nel Gargano, ogni goccia racconta una storia.

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