C’è una domanda che arriva sempre, di solito la sera prima della partenza: “ma senza macchina, poi, come faccio?”

È una preoccupazione legittima. Il Gargano ha la fama di essere un posto dove senza quattro ruote resti fermo, e in parte è vero: le distanze sembrano corte sulla cartina e poi la strada le allunga. Ma tra Pugnochiuso, Vieste e Mattinata esiste più di un modo per muoversi. Bisogna solo conoscerlo prima, invece di scoprirlo il terzo giorno.

Questa è la guida che avremmo voluto avere noi.

Prima di tutto: capire la strada

Tutto ruota attorno a una sola arteria, la litoranea che collega Vieste a Mattinata. Una ventina di chilometri da qui a Vieste, qualcosa in più andando verso sud.

Sembra poco. Non lo è.

La strada sale, scende, si avvita su se stessa seguendo il profilo della Testa del Gargano, e quello che sulla mappa è un rettilineo dal vivo diventa mezz’ora di tornanti tra pini d’Aleppo e strapiombi bianchi. Il finestrino aperto ti porta dentro odore di resina calda e macchia mediterranea, e ogni tanto una curva si apre di colpo sul mare e senti tutta la macchina — o il pullman — inclinarsi verso il vuoto.

Capire questa geografia è la prima cosa. Senza auto non sei bloccato: sei solo obbligato a un ritmo diverso. E spesso è un ritmo migliore.

L’autobus: la soluzione più semplice, e la più sottovalutata

Nei mesi estivi la linea che collega Vieste a Mattinata percorre la litoranea più volte al giorno, con fermate lungo il tracciato che servono le baie e le strutture affacciate su questo tratto di costa. È il modo più economico e, a conti fatti, il più rilassante: guidano loro, guardi fuori tu.

Tre cose da sapere.

Gli orari sono stagionali. Cambiano tra alta e bassa stagione, e fuori dai mesi caldi le corse si diradano parecchio. Chiedi sempre alla reception il quadro aggiornato prima di programmare la giornata: è l’informazione che fa la differenza tra una gita riuscita e due ore di attesa al sole.

Il biglietto conviene farlo prima. In molti casi si acquista a bordo, ma nei paesi si trova anche nei bar e nelle tabaccherie, e in agosto avere già il titolo in tasca ti evita la fila.

L’ultima corsa è un limite vero. Segnatela sul telefono. Il tramonto sul lungomare di Vieste è bellissimo, ma perdere l’ultimo autobus lo è molto meno.

Il mare come strada: barche, taxi boat ed escursioni

Qui c’è il vantaggio che nessuna guida sui trasporti ti racconta: da questo tratto di costa si viaggia anche in barca.

Le motobarche e i gommoni che d’estate partono dalle baie e dal porto di Vieste non servono solo per le escursioni: sono un modo concreto per spostarsi, soprattutto per raggiungere le cale accessibili unicamente dal mare, quelle dove non arriva nessun sentiero. La Grotta Smeralda, la Campana Grande, i faraglioni della Baia delle Zagare che di fronte a te diventano enormi: li vedi solo così.

Sali con i piedi bagnati, il motore borbotta, lo scafo batte piano sull’onda lunga del mattino. Dopo dieci minuti la costa vista da fuori non sembra più la stessa cosa.

Esistono anche servizi di taxi boat su richiesta per tratte brevi. Costano più dell’autobus, ovviamente, ma per una giornata sola — o per rientrare comodi dopo una cena a Vieste — sono un’alternativa che vale la pena valutare.

A piedi: dove ha senso, e dove no

Camminare qui è bellissimo, però va fatto con la testa.

Ha senso sui sentieri che scendono verso le calette, tra i pini e le rocce, con la ghiaia che frana sotto le scarpe e il rumore del mare che aumenta a ogni tornante. Ha senso sul Sentiero dei Mergoli, il percorso che porta verso Vignanotica e la sua falesia bianca, uno dei tratti più fotogenici dell’intera costa garganica. Ha senso al mattino presto, quando l’aria è ancora fresca e le cicale non hanno cominciato.

Non ha senso provare a raggiungere Vieste o Mattinata a piedi lungo la litoranea. Non è una passeggiata: è una statale di montagna, senza marciapiede, con curve cieche e traffico estivo. Lasciala alle auto.

Discorso simile per la bici: la costa è spettacolare ma i dislivelli sono seri. Con una e-bike e un minimo di allenamento diventa un’esperienza notevole, soprattutto nelle prime ore del giorno. Con una bici muscolare e trentacinque gradi, molto meno.

Una giornata a Vieste senza auto

Parti la mattina presto. Scendi dall’autobus vicino al porto e comincia a salire.

Il centro storico di Vieste è tutto bianco e tutto in pendenza, e questa è la sua fortuna: senza macchina lo vivi come va vissuto. I vicoli di via Judeca, l’antica giudecca, dove due persone passano a fatica affiancate. Le scale con i gerani. Le signore che tirano fuori la sedia davanti alla porta verso sera. La Chianca Amara, il blocco di pietra consumato dove nel 1554 finì l’assedio di Dragut, incastrato dentro un vicolo qualsiasi come se niente fosse.

Poi il Castello Svevo, il Pizzomunno — il monolite bianco alto venticinque metri che i viestani raccontano essere un ragazzo pietrificato per amore — e la spiaggia lunghissima che parte da lì.

Pranzo di pesce fritto in un cartoccio, caffè in ghiaccio con latte di mandorla, giro tra le botteghe del corso per l’olio del Gargano e il caciocavallo podolico. Rientro con la corsa del tardo pomeriggio, quando la luce si fa arancione sulla scogliera.

Non serve l’auto per niente di tutto questo. Anzi: parcheggiare a Vieste ad agosto è un piccolo sport agonistico che ti sei appena risparmiato.

Una giornata a Mattinata senza auto

Mattinata è più tranquilla, più bassa, più bianca. Il paese si stende su due colline e da lontano sembra una cosa sola, un blocco di calce sotto il monte.

È il paese dell’olio: attorno ci sono uliveti secolari di ogliarola garganica, alberi con il tronco attorcigliato che hanno visto passare qualche secolo. L’olio che ne esce è verde, amaro, e ti pizzica in gola dopo due secondi. Compralo qui, non all’autogrill.

Nei dintorni, se hai gambe e curiosità: la necropoli dauna di Monte Saraceno, scavata nella roccia sopra il mare, e i resti dell’Abbazia della Santissima Trinità sul Monte Sacro, arrivarci è già metà dell’esperienza.

Anche in questo caso l’autobus fa il grosso del lavoro. Il resto lo fanno le scarpe.

Restare fermi, ogni tanto, è la scelta giusta

C’è un lato di questa faccenda che scoprirai solo stando qui: senza auto ti muovi meno, e proprio per questo vedi di più.

Chi arriva a Pugnochiuso ha già a portata di piedi la baia, i sentieri tra i pini che scendono verso il mare, le barche che al mattino partono per le grotte. Vieste e Mattinata restano lì, raggiungibili quando vuoi con un autobus o con uno scafo — ma non sono un obbligo quotidiano.

A pochi minuti dal nostro resort ci sono già l’acqua trasparente, la scogliera bianca e il silenzio di una cala al tramonto. Il resto del Gargano puoi andartelo a prendere con calma, un giorno alla volta, senza mai cercare le chiavi della macchina.

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